Sicurezza alimentare. Un tema che, tra polemiche e mille dubbi è perennemente sulla cresta dell’onda, soprattutto in seguito agli ultimi scandali che hanno visto protagonisti alcuni prodotti alimentari come quello della carne equina sostituita alla bovina, o della presenza di colibatteri fecali in alcuni dolci a marchio Ikea. I controlli di qualità, in cotanto marasma, risultano quindi essere cosa buona e giusta, ma non sempre il consumatore finale riesce a percepire se c’è stato e, soprattutto, con quali modalità è stato effettuata una verifica dell’etichetta.

Ho avuto l’occasione di visitare i Laboratori Coop, e posso asserire di esser stata piacevolmente sorpresa dalla serietà con la quale, perlomeno in questa catena di supermercati, avvengono i suddetti controlli su tutti gli alimenti, non solo a marchio Coop, ma anche appartenenti ai nuovi fornitori.

Il laboratorio Coop Italia si occupa di analisi, controllo e gestione della sicurezza alimentare, è dotato delle migliori strumentazioni in grado di leggere il DNA dei prodotti individuando eventuali tracce di OGM nei prodotti più a rischio (ad esempio carne e pesce), e stabilire quindi se l’alimento sottoposto sia effettivamente genuino o sia stato sottoposto a qualsivoglia tipologia di sofisticazione, frutto di frodi purtroppo molto diffuse.

Tra le novità di questo piccolo mondo popolato da chimici e biologi alle prese con provette e computer, vi è una new entry: si chiama Heracles e sembra esser festeggiato in laboratorio come se fosse davvero un bebè. Trattasi in realtà di una delle ultime trovate in campo tecnologico: un gascromatografo, un “naso elettronico” in grado di “annusare” le sostanze volatili caratteristiche emesse da qualsiasi materia prima o prodotto attribuendo a quest’ultimo una sorta di carta d’identità o “impronta digitale” specifica del prodotto stesso. Capita ad esempio che l’olio extravergine di oliva etichettato come italiano sia composto, in realtà, da un mix di oli provenienti da zone geografiche differenti (solitamente Grecia o Spagna), dove i costi delle materie prime è minore (come talvolta anche la qualità) rispetto a quelli del nostro Paese.

Tra tanta scienza, però, si dà importanza anche al gradimento del cliente: fondamentali nei processi del controllo della qualità i Sensory Test, analisi statistiche fatte testando su un campione di persone un determinato alimento. Sono stata coinvolta anch’io nel sensory test sulla mozzarella: senza conoscerne le marca, ho assaggiato 4 diversi tipi di mozzarella vaccina rispondendo ad un questionario di gradimento, fornendo così elementi indispensabili per il miglioramento dei prodotti a marchio Coop.

Durante la visita abbiamo avuto l’occasione di porgere qualche domanda a Claudio Mazzini, Responsabile Valori e Sostenibilità di Coop Italia che ci ha spiegato meglio l’importanza dei processi di controllo della qualità: