La cooperative compliance, nuovo strumento del fisco che da oggi è stato introdotto in Italia e che in italiano si traduce come adempimento collaborativo, è alla base di un diverso approccio che regola la relazione tra imprese e Agenzia delle Entrate. La cooperative compliance sarà affiancata dapprima alle grandi imprese che operano in Italia e successivamente alle piccole e medie imprese. Ad introdurre questo nuovo strumento è stata Rossella Orlandi, direttrice dell’Agenzia delle Entrate.

La cooperative compliance è in pratica uno strumento attraverso cui si può accedere a strumenti di dialogo preventivo con l’Agenzia delle Entrate, in modo tale che possano essere evitate il più possibile future contestazioni da parte di quest’ultima. Un modo, si spera, che possa favorire anche la riduzione degli adempimenti di tipo amministrativo e che possa esonerare dal dover dare garanzie per il rimborso delle imposte.

Trattandosi di sistema in fase sperimentale, la cooperative compliance sarà estesa gradualmente alle imprese. Per il momento l’Agenzia delle Entrate ha proceduto a rendere disponibile il modello online per aderire al nuovo sistema e ha altresì rese note le istruzioni, evidenziano quali siano le condizioni, i requisiti e le modalità per accedervi.

Durante la prima fase, in cui saranno ammesse solo grandi imprese alla cooperative compliance, saranno accettate aziende il cui volume di affari o di ricavi non sia inferiore ai dieci miliardi di euro oppure aziende con un volume di affari che sia superiore al miliardo e che abbiano prsentato l’istanza per far parte del Progetto Pilota.