La notte di terrore che ha trascorso Copenhagen forse è finita, visto che nelle prime ore dell’alba la polizia danese ha annunciato di aver ucciso il responsabile dei due attentati.

L’uso del condizionale non è concesso alla polizia, ma forse in questa situazione sarebbe il caso di usarlo, visto che ieri il portavoce della polizia – Allan Wadsworth-Hansen – aveva parlato di “due responsabili” per gli attentati avvenuti ieri: il primo ricorda la strage nella redazione di Charlie Hebdo perché durante il convegno organizzato in ricordo della strage al settimanale satirico francese, il bersaglio era il vignettista Lars Viks – aveva disegnato Maometto con il corpo di cane -, mentre il secondo è avvenuto davanti a una sinagoga nel centro della città. Il bilancio finale delle due sparatorie è di un morto e tre poliziotti feriti per la sparatoria nel Krudttøenden café, nella zona di Østerbro, e di un morto e due feriti – anche in questo caso si tratta di poliziotti, colpiti ad un braccio e ad una gamba – nel secondo caso.

Il presunto attentatore sarebbe stato ucciso dalla polizia di Copenaghen mentre stava tenendo sotto osservazione un indirizzo nella zona Norrebro della città – si trova nei pressi della stazione centrale e non lontano dai luoghi in cui si sono svolti i due attentati. A quanto sembra avrebbero intimato l’alt ad un uomo che si stava avvicinando, armato e pronto a sparare. Il soggetto, di cui non si conosce ancora il nome, è stato ucciso prima che potesse fare fuoco.

Questo attacco sembra ripetere la stessa dinamica di altri attacchi portati dai jihadisti a Bruxelles, Parigi e Verviers. Tutti e quattro i luoghi sembrano essere uniti dallo stesso modello di attacco.

L’obiettivo è rappresentato sempre dal centro di una grande città europea, per ampliare l’impatto. L’azione può anche non essere condotta dalla stessa unità – e qui può scattare la semplice emulazione, e quindi possono non esserci contatti tra le “cellule” che compiono gli attacchi. Gli obiettivi sono fortemente simbolici, rappresentati in genere da luoghi di culto ebraico, o vignettisti colpevoli di aver ritratto Maometto. La polizia infine sta diventando un bersaglio aggiuntivo.