Martina Levato, la giovane studentessa bocconiana che era stata condannata a 14 anni di reclusione per aver causato lesioni irreversibili e molto gravi a Pietro Barbini usando dell’acido muriatico, è stata oggi ulteriormente condannata a dover scontare 16anni in più. Il giudice per l’udienza preliminare Arnaldi ha infatti accolto parzialmente le richieste del pubblico ministero Musso. La Levato ha beneficiato anche di alcuni sconti di pena perché è stata condannata con rito abbreviato (che comporta uno sconto di un terzo), è stata assolta dal reato di furto di un cellulare di una delle sue vittime ma in compenso si è vista confermare i reati di lesioni gravissime, calunnia e di associazione per delinquere.

Oltre ai 31 anni di carcere che Martina Levato dovrebbe scontare in totale, il giudice ha anche inflitto una pena accessoria di tre anni di libertà vigilata. A questo punto non resta che attendere il calcolo finale della Corte di Cassazione, che potrebbe però ridurre il periodo di permanenza in carcere, visto che nel calcolo degli anni da scontare si dovrà tener conto della continuità delle pene.

Martina Levato ha accolto la sentenza in lacrime mentre una delle sue vittime principali, il ventiquattrenne Stefano Savi, si sarebbe detto piuttosto soddisfatto di quanto deciso dai giudici.

Anche Andrea Magnani, il complice di Martina Levato è stato condannato. Per lui si tratterà di dover scontare nove anni e sei mesi, ossia quattro anni e mezzo in meno rispetto a quanto aveva richiesto il pubblico ministero. Nonostante l’uomo abbia sempre collaborato alle indagini e si sia sempre descritto come un esecutore inconsapevole degli attacchi con l’acido agli ex amanti (veri o presunti tali) di Martina Levato, il giudice gli ha riconosciuto il concorso pieno nell’esecuzioni delle aggressioni. Sia la Levato sia Magnani dovranno procedere anche al risarcimento delle proprie vittime. Barbini e Savi dovranno ricevere un milione di euro ciascuno e dovranno essere risarciti anche i loro familiari.