Nuova puntata della telenovela della coppia dell’acido. Martina Levato, condannata insieme al compagno Alexander Boettcher per le lesioni gravissime provocate a Pietro Barbini, ha scritto un memoriale sulla vicenda che è stato reso noto da Quarto Grado – una trasmissione di Rete Quattro.

Secondo la ricostruzione della giovane bocconiana, il fidanzato sarebbe all’oscuro di tutto. Lei con una scusa gli da appuntamento “in via Carcano, dove avrei dovuto incontrare Pietro Barbini“. Ad aiutarla nell’aggressione sarebbe stato piuttosto Andrea Magnani: “gli dico che ho bisogno di aiuto con un ragazzo che mi disturba da anni” e “Andrea è subito disponibile e interessato e mi propone di usare alcune sostanze caustiche per colpirlo. Non avevo intenzione di fare un danno a Pietro. Volevo semplicemente spaventarlo“.

L’aggressione si svolgerebbe così: “Pietro arriva alle 17.30 in anticipo rispetto all’appuntamento. Io e Andrea scendiamo dalla macchina e attraversiamo la strada. Andrea lancia l’acido per primo mirando al volto di Pietro. Io effettuo un lancio colpendo Pietro all’altezza delle spalle e al collo. Nel tentativo del secondo lancio, Magnani colpisce anche me e mi ferisce sulle gambe e sulla regione lombare“.

E poi? Lei urla per il dolore e torna in macchina, si accorge che il fidanzato entra in scena ma non sa dire cosa faccia, mentre Andrea Magnani “torna alla macchina, prende qualcosa da terra e ritorna da Pietro. Ripete questo gesto per circa quattro volte“. Alla fine “scopre cosa è successo ad Alexander soltanto la mattina seguente quando ci troviamo in aula di Tribunale“.

La ricostruzione di Martina Levato non corrisponde alla testimonianza del padre di Pietro Barbini – presente sulla scena dell’aggressione -, ed è difficile da sostenere anche alla luce del fatto che nella casa sui Navigli di Boettcher usata per gli incontri amorosi con la Levato sono stati ritrovati 5 flaconi di acido muriatico e un bisturi, che l’uomo avrebbe utilizzato per incidere il suo nome sul corpo delle sue donne – Martina Levato, sul volto, ha una cicatrice a forma di A.