I servizi sociali hanno finalmente preso una decisione in merito alla possibilità che Martina Levato (metà della cosiddetta “coppia dell’acido”) possa vedere il figlio Achille. L’opzione scelta è quella delle visite in carcere, che saranno scandite settimanalmente. Una volta ogni 7 giorni, dunque, il piccolo potrà incontrare la madre, condannata a 14 anni, nel carcere di San Vittore.

Si tratta per ora di notizie ancora non ufficializzate, dato che i legali della donna, Stefano De Cesare, Laura Cossar e Daniele Barelli, non sono stati informati riguardo alle modalità, durata e limitazioni delle visite. Nella stessa situazione si troverebbe anche il padre del neonato, Alexander Boettcher (cui è stata comminata un’analoga pena di 14 anni di carcere per l’aggressione a Pietro Barbini): anch’egli detenuto nel penitenziario di San Vittore, l’uomo ha già fatto richiesta di riconoscimento di paternità, che se dovesse essere accolta potrebbe garantirgli la stessa frequenza di visite.

La scelta delle visite in carcere sarebbe soddisfacente per entrambe le parti, dato che San Vittore è notoriamente dotato di strutture che permettono questo genere di dinamica, evitando la trafila di permessi per le uscite, e garantendo uno snellimento della procedura burocratica. Achille nel frattempo è accudito in una casa famiglia di Milano, essendo simbolicamente il sindaco Pisapia tutore provvisorio del neonato. È stata aperta una procedura di adottabilità, e le richieste in merito sono arrivate a decine negli ultimi giorni.

I nonni materni e la nonna paterna hanno fatto fronte comune per far sì che venga loro affidato il bambino in previsione dell’adozione, evitando in questo modo che Achille venga cresciuto da un’altra famiglia. I genitori di Martina Levato hanno già avuto modo di parlare con due responsabili dei servizi sociali che hanno garantito loro un diritto di visita di due settimane presso la casa famiglia in cui si trova Achille.

Il Tribunale dei minori è in attesa del report dei servizi sociali sul nucleo famigliare: il documento, che dovrà arrivare entro il 30 settembre, sarà decisivo per concludere il procedimento di adottabilità del neonato.