Martina Levato, la giovane ragazza condannata a 14 anni per le aggressioni con l’acido ai danni di Pietro Barbini, uno dei suoi ex, ha chiesto di essere trasferita insieme al figlio nato da pochi giorni in una delle comunità di Don Mazzi o all’Icam, l’istituto per madri detenute con figli. La studentessa bocconiana, ancora in attesa della decisione dei giudici, rimarrà ricoverata ancora per qualche giorno alla clinica Mangiagalli, ma una volta dimessa spera di poter essere ospitata insieme al bambino in una comunità.

Già nella giornata di venerdì la sua difesa formalizzerà probabilmente un’istanza in tal senso anche se prima il legale, l’avvocato Stefano De Cesare, dovrà ricevere un documento di accettazione di accoglienza da parte di Don Mazzi che, come precisato dal difensore, sembra aver già confermato di essere d’accordo spiegando di avere una struttura adatta ad accogliere sia la ragazza che il bambino.

Nel frattempo la clinica Mangiagalli, secondo fonti interne, sarebbe già pronta a formalizzare al Tribunale di Milano, a quello dei minorenni, al Comune e al carcere che Martina Levato e il suo bambino “sono dismissibili”, ma la clinica avrebbe ricevuto “richiesta informale” dal Comune di trattenere madre e figlio ancora per qualche giorno.

Tante per il momento le alternative per il piccolo nato a Ferragosto ma ancora nessuna certezza. Tra le possibili soluzioni figurano l’adozione, l’affidamento ai nonni materni o il trasferimento per lui e la madre 24enne in una struttura protetta per madri detenute.