Era il 1943, il 9 settembre, quando un aereo delle forze tedesche ha colpito la Corazzata Roma, la nave militare italiana, facendo 1.354 vittime tra i marinai. Solo 622 si salvarono.

Dell’imbarcazione non si seppe più nulla, per anni il suo relitto fu cercato a largo del Golfo dell’Asinara, in Sardegna, ma solo qualche giorno fa, la sua posizione è stata finalmente identificata.

Si trova a 1.000 metri di profondità, a 16 miglia dalla costa ed è stato ritrovato da un team guidato da Guido Gay, titolare della Gaymarine srl che si occupa di esplorazioni subacquee.

Grazie alla strumentazione, da lui progettate e costruita, la squadra, che aveva decido di farsi accompagnare dal personale della Marina Militare, è riuscita ad identificare il relitto cui corrispondenza con quello della Corazzata Roma è stato confermato dalla stessa Marina italiana.

Sembrerebbe infatti che i pezzi di artiglieria fotografati dagli strumenti di Gay corrispondano a quelli che dovevano essere presenti sulla Corazzata.

Si tratta dunque di un’importante scoperta che, dopo 69 anni riesce a riportare alla luce un momento buio della storia italiana e mondiale in generale.