È una vera e propria prova di forza a uso e consumo della Corea del Nord quella che in queste ore stanno sfoggiando gli Stati Uniti.

Alcuni giorni dopo il quinto e più potente – e preoccupante – test nucleare portato avanti da Pyongyang, gli Stati Uniti hanno infatti inviato due caccia bombardieri supersonici B-1 Lancer a sorvolare la base militare di Osan, posta a poca distanza – solo 77 km – dal confine.

Il test di venerdì della Corea del Nord ha messo in allarme tutti i Paesi coinvolti nello scontro: è stato infatti mostrato che una testata nucleare può essere effettivamente montata su un missile balistico, eventualità che aumenta la tensione nella regione e pone in allarme anche il Giappone.

Il generale Vincent K. Brooks, comandante delle forze americane in Corea, aveva affermato che “il test della Corea del Nord è un’escalation pericolosa e pone una minaccia inaccettabile. Gli Stati Uniti si sono impegnati a difendere i loro alleati nella regione e prenderanno tutte le misure per far ciò, incluse operazioni come quella di oggi”.

Pur non confermato, in Corea del Sud si è iniziato a parlare del cosiddetto piano del Ministero della Difesa denominato Punizione massiva e rappresaglia coreana, che prevederebbe un bombardamento massiccio su Pyongyang nel caso di segnali inequivocabili di un attacco nucleare.

Questo quanto affermato da una fonte militare a un’agenzia stampa sudcoreana, la Yonhap: “Tutti i quartieri di Pyongyang, soprattutto in quelli in cui può essere nascosto il leader nordcoreano, saranno completamente distrutti da missili balistici e missili ad alto potere esplosivo nel caso in cui la Corea del Nord mostri segnali di voler usare l’arsenale nucleare. In altre parole, la capitale nordcoreana sarà ridotta in cenere e cancellata dalle mappe”.