L’Onu prende posizione contro la Corea del Nord e lo fa convocando il Consiglio di Sicurezza il quale, all’unanimità, ha approvato un provvedimento che prevede lo stop delle esportazioni tessili di Pyongyang e il divieto alle importazioni sia di petrolio che di gas naturale verso la NordCorea, ad eccezione di quelle necessarie per il sostentamento della popolazione locale. Un duro colpo per Kim Jong-un dal momento che – come si legge sul documento – gli “Stati metti devono vietare la fornitura diretta o indiretta, la vendita o il trasferimento alla Corea del Nord di gas naturale e dei prodotti petroliferi raffinati, e Pyongyang non si deve procurare di tali prodotti”.

Gli Stati membri, inoltre, “non devono fornire visti lavorativi a cittadini nordcoreani a meno che non vengano approvate esenzioni caso per caso” dal comitato. La Cina ha sostenuto la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu parlando di “misure necessarie” per risolvere la questione “in modo pacifico”, senza l’uso delle armi.

La Corea del Sud ha parlato di un “pesante” monito contro le provocazioni di Kim. Queste, invece, le dichiarazioni del premier giapponese: “È importante attuare ulteriore pressione sul regime di Pyongyang, come mai prima d’ora, col fine di costringerlo ad adottare un nuovo atteggiamento. Apprezzo il fatto che la risoluzione sia stata adottata in maniera coordinata e spedita”.