“Se scoppierà la guerra, il regime nordcoreano sarà completamente distrutto” ha dichiarato l’ambasciatrice americana alle Nazioni Uniti parlando al Consiglio di sicurezza dell’Onu, riunito d’urgenza. “Non abbiamo mai cercato e non cerchiamo la guerra con la Corea del Nord. Quest’ultima azione, però, avvicina il mondo alla guerra” ha aggiunto. Si riferisce all’ultimo lancio del missile balistico da parte di Kim Jong-un: il test, secondo Pyongyang, “è stato un successo storico” poiché “tutto il territorio Usa è nel mirino”. Il nemico numero uno per i nordcoreani resta Trump.

Si tratta di un missile balistico intercontinentale Hwasong-15 che ha fatto alzare ancora di più la tensione tra Corea del Nord e Usa. L’intelligence, a questo punto, non esclude che Kim Jong-un possa ordinare nei prossimi giorni un nuovo pericolosissimo test nucleare, il settimo nel giro di pochissimo tempo.

Il lancio del missile balistico è servito, secondo l’agenza di stampa sudcoreana Yonhap, a “mostrare le nuove capacità raggiunge” e a “chiamare all’unità interna” contro le sanzioni decise dalla Cina. Immediata la replica del presidente americano Donald Trump e di quello giapponese Shinzo Abe che, in una telefonata, hanno “concordato che le azioni provocatorie del regime nordcoreano” guidato da Kim Jong-un “stanno minando la loro sicurezza”. Il loro obiettivo, adesso, resta quello di “isolarlo ulteriormente dalla comunità internazionale” sperando che non compia l’ennesimo test missilistico, ha reso noto la Casa Bianca.

Per Trump “Kim Jong-un è un cagnolino malato” mentre per il capo degli Affari Politici dell’Onu, Jeffrey Feltman, “non c’è niente di più pericoloso per la pace e la sicurezza del mondo di ciò che sta accadendo nella penisola coreana”.