Nelle ultime ore la Corea del Nord ha esploso cinque missili in direzione della costa orientale. Lo hanno riferito ufficiali sudcoreani durante la mattinata, secondo i quali i proiettili sarebbero missili a corto raggio.

Il regime di Kim Jung-un avrebbe fatto esplodere 15 differenti tipi di armi in quattro occasioni: l’ultima volta che è stato lanciato un missile a lungo raggio, invece, si è trattato del 7 di febbraio.

Il tutto in barba alle sanzioni della Comunità internazionali che sono state inasprite di recenti (e che vengono considerate le peggiori da 20 anni a questa parte): il potenziale bellico dello stato nordcoreano è da sempre in discussione tra gli esperti, ma dato che le promesse avanzate dal governo sono state finora mantenute è lecito aspettarsi che Pyongyang esegua a breve il quinto test nucleare della sua storia.

A seguito delle recenti esercitazioni militare in collaborazione con gli Stati Uniti la Corea del Sud ha creato un reggimento speciale – lo Spartan 3000 – che ha come obiettivo la distruzione delle strutture belliche della Corea del Nord: il battaglione può entrare in azione in meno di 24 ore dall’inizio di un’emergenza che coinvolga la penisola.

Nel frattempo l’intelligence militare del Paese sta monitorando la situazione, mantenendo al contempo di uno stato di pre-allerta: il lancio di missili durante le annuali esercitazioni militari non è però una novità per la Corea del Nord e potrebbe trattarsi dell’ennesima provocazione senza conseguenze.