Kim Jong-un continua a provocare Giappone e Stati Uniti. Continui test nucleari, lanci di missili balistici che preoccupano tutto il mondo e che aprono scenari inquietanti come quello di una guerra devastante. Kim non teme nessuno, non ha paura nemmeno degli Usa e della potenza guidata da Donald Trump che più volte lo ha invitato alla moderazione, alla calma, a fare dietrofront. Gli Stati Uniti hanno tentato di avere un dialogo con il capo della Corea del Nord che, per tutta risposta, ha sempre disatteso i richiami della comunità internazionale. Una minaccia per il Giappone visti i continui lanci di missili ma anche per la vicina Corea del Sud che non può più tollerare il suo atteggiamento, le sue decisioni fuori da ogni logica.

Kim Jong-un, adesso, ha toccato il fondo, testando una bomba ad idrogeno che ha provocato un terremoto di magnitudo 6.3 nel nordest della Corea del Nord e successivamente un’altra scossa di magnitudo 4.6. Si tratta, di fatto, del sisma artificiale più potente di sempre, segno che il capo della NordCorea è disposto a tutto. Il sesto test nucleare, infatti, ha avuto una potenza circa cinque volte più forte di quella della bomba sganciata dagli Usa su Nagasaki nel 1945. Una situazione che rischia di sfuggire di mano anche agli Usa e allo stesso Donald Trump: “Loro capiscono una cosa sola” ha scritto il presidente americano che, probabilmente, allude alle maniere forti. E presto si potrebbe passare dalle parole ai fatti.

L’obiettivo era quello di di trovare un accordo per mezzo della Cina, l’unico Paese a mantenere buoni rapporti con la Corea del Nord. Peccato che, come più volte ribadito da Trump, non c’è mai stata alcuna collaborazione da parte dei cinesi che, in tutti questi mesi, non si sono mossi per raggiungere una soluzione condivisa, che potesse scongiurare conseguenze disastrose. Kim, con il sesto test nucleare, ha voluto dimostrare di essere invincibile, di essere pronto ad una guerra con gli Usa (e non solo) e di possedere armi potentissime.