Un nuovo test nucleare è stato portato a termine nella notte nel sito di Pungyye-ri, in Corea del Nord. Si è trattato del più potente dei cinque ad ora disposti da Pyongyang (rispettivamente eseguiti nel 2006, 2009, 2012 e inizio 2016). E’ stata la stessa televisione governativa ad annunciare la notizia, confermando come il test (avvenuto alle 9.00 ora locale) abbia finalmente soddisfatto le caratteristiche per ottenere una testata nucleare in grado di “essere montata sui missili balistici strategici”.

L’esplosione è stata talmente forte da aver prodotto un terremoto di magnitudo 5.3, con epicentro ad una decina di chilometri dalla località di Sengjibaegam, poco distante dalla base di Pungyye-ri, poligono militare, situato nel nordest del paese, utilizzato anche per i precedenti test atomici. E’ stato lo stesso ministro della Difesa della Corea del Sud a confermare l’origine della scossa sismica, stimando quindi una potenza esplosiva pari a 10 chilotoni, di poco inferiore, dunque da quella generata dalla bomba atomica sganciata su Hiroshima nel 1945, che ne produsse 15.

Nel comunicato diramato, gli scienziati della Corea del Nord  hanno sottolineato come il test non abbia prodotto “dispersione di materiale atomico” e che “non c’è stato alcun impatto ambientale”. Si tratta tuttavia dell’ennesima violazione della risoluzione Onu contro la proliferazione nucleare attuata dal leader nordcoreano Kim Jong-un. Forte la reazione internazionale: il primo ministro sudcoreano Hwang Kyo-ahn ha convocato una riunione per la sicurezza nazionale, mentre la presidente sudcoreana Park Geun-hye (che ha interrotto la sua visita ufficiale nel Laos) ha definito l’accaduto come l’ennesima dimostrazione della “sconsideratezza fanatica del regime di Kim Jong-un”. Il premier giapponese Shinzo Abe ha annunciato “ulteriori e immediate sanzioni unilaterali” da parte di Tokyo, definendo il test “intollerabile”, mentre il ministro degli Esteri cinese si è appellato alla Corea del Nord chiedendo con urgenza di “smettere di fare cose che potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione”. “Le azioni provocatorie della Corea del Nord avranno conseguenze molte serie” ha infine fatto sapere il presidente americano Barack Obama.