Arrivano le parole di Vladimir Putin a scompaginare il fronte che vorrebbe la minaccia della Corea del Nord frenata da sanzioni durissime.

Il presidente russo infatti ha ripreso le parole dell’omologo americano Donald Trump, che ha suggerito la rottura totale degli accordi commerciali (in particolar modo alla Cina, partner principale di Pyongyang) sottolineando che almeno per il suo Paese sono inesistente.

Ma in generale per Putin la risposta ai test atomici della Corea del Nord non possono essere le sanzioni, definite “inutili e non efficaci”. Durante il summit dei Paesi Brics Putin ha affermato che “l’isteria militare” con cui si sta affrontando il problema potrebbe arrivare a un vicolo cieco, e a “un conflitto potrebbe portare a una catastrofe globale“.

Particolarmente tagliente il paragone fatto con la gestione della crisi irachena: “Saddam Hussein aveva rinunciato alla produzione di armi di distruzione di massa; tuttavia, con il pretesto della ricerca proprio di queste armi, è stato distrutto il Paese e Saddam è stato impiccato. In Corea del Nord lo sanno bene tutti e se lo ricordano. C’è davvero qualcuno che pensa che solo per l’adozione di qualche sanzione, Pyongyang abbandonerà il percorso intrapreso per creare armi di distruzione di massa?

Durante la riunione straordinarie del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti, invece, l’ambasciatrice americana Nikki Haley ha fatto intendere che per il suo Paese la pazienza sembra essere prossima al termine: “Kim Jong-un ci sta implorando di fare la guerra”.

E quella degli USA sembra essere un’ammissione del fallimento diplomatico: “Quando è troppo, è troppo: nonostante le migliori intenzioni, il nostro approccio non ha funzionato. La guerra è qualcosa che non vorremmo mai, ed in particolare non la vogliamo in questo momento. Ma la pazienza del nostro Paese non è infinita. Difenderemo i nostri alleati e i nostri territori”.

Quella ventilata potrebbe essere un’azione bellica unilaterale per la quale Trump potrebbe non essere disposto ad attendere il consenso dell’ONU.