Il 10 ottobre è una data particolare per il regime della Corea del Nord perché è l’anniversario della fondazione del partito dei lavoratori. Quest’anno la maxi-parata voluta dal dittatore Kim Jong Un per festeggiare l’evento è stata più imponente delle altre perché di anni dalla creazione dal partito unico nordcoreano ne sono passati settanta.

Il leader succeduto nel 2011 al padre Kim Jong-Il ha passato in rassegna decine di migliaia entrati con il passo dell’oca nella piazza intitolata a Kim Il-Sung, “il grande leader” – nonno dell’attuale dittatore è immortalato nella costituzione come “Presidente Eterno” della nazione – mentre sventolavano bandiere e agitavano fiori. Contemporaneamente un pallone aerostatitico dominava la piazza con uno striscione che recitava: “Viva l’invincibile Partito dei lavoratori di Corea“.

La parata – probabilmente la più spettacolare da quando Kim Jong-un ha preso il potere nel 2011 – è diventata anche l’occasione per il dittatore nordcoreano di lanciare minacciosi avvertimenti al grande nemico – gli Stati Uniti. Nel suo discorso alla nazione Kim Jong-un ha detto che “gli armamenti del partito rivoluzionario significano che siamo pronti a combattere qualsiasi guerra che dovessero scatenare gli Stati Uniti imperialisti“. Nel suo discorso non ha fatto cenno esplicito alle capacità nucleari del paese o ai missili a lungo raggio, ma ha insistito sul suo impegno a migliorare le condizioni di vita della popolazione – l’esangue agricoltura locale non è in grado di sfamare tutta la popolazione del paese.