La Corea del Nord torna a imporsi sullo scacchiere mondiale minacciando rappresaglie a base di attacchi nucleari: l’occasione è ancora una volta quella delle esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud che stanno per prendere il via.

Le due operazioni, denominate Key Resolve e Foal Eagle, fanno parte delle annuali simulazioni che puntualmente generano tensioni nel regime governato da Kim Jong-un, il quale ha annunciato la possibilità di un “attacco nucleare preventivo della giustizia”.

Nel proclama si legge che le “forze armate e la popolazione nordcoreana hanno messo in cantiere azioni militari in modo da infliggere colpi mortali ai nemici”: una retorica ben nota agli esperti, che dubitano seriamente della plausibilità di queste minacce e sopratutto della capacità di Pyongyang di poter lanciare un attacco del genere.

La Commissione nazionale di Difesa della Corea del Nord ha pubblicato una nota nella quale ha poi ricordato come gli obiettivi in territorio sudcoreano sono raggiungibili dalle armi del Paese, così come le basi USA nell’Oceano: “Se schiacciassimo i pulsanti per annichilire i nostri nemici anche in questo istante, tutte le basi che ci hanno provocato verrebbero ridotte a un mare di fiamme e cenere in un momento”.

La Corea del Nord percepisce infatti i giochi militari organizzati da USA e Corea del Sud come una prova generale per l’invasione del proprio territorio. Sono circa 17mila i soldati americani impegnati nelle esercitazioni, insieme ad altre 300mila truppe sudcoreane: un aumento significativo rispetto alla cifre del 2015.

Sia il Ministro della Difesa sudcoreano che il Ministro degli Esteri giapponese hanno chiesto ai vicini di non proseguire oltre con le sue provocazioni, annunciando che in caso contrario si vedranno costretti a rispondere con il fuoco.

Solo pochi giorni fa le Nazioni Unite hanno dato il via a nuove sanzioni contro la Corea del Nord in seguito ai suoi test nucleari e al lancio di alcuni missili di prova:  sabato la Marina delle Filippine ha fermato una nave battente la bandiera di Pyongyang, il cui equipaggio verrà rimpatriato mentre il carico sarà oggetto di un’ispezione.