Il mondo sembra non credere ai proclami di Kim Jong-un, il leader della Corea del Nord, che durane una recente ispezione a un sito militare ha dichiarato che il Paese ha a disposizione bombe a idrogeno, oltre ai già noti ordigni nucleari.

La notizia è stata battuta dall’agenzia di stampa nazionale Kcna, che ha riportato le esatte parole del Presidente: “La Corea del Nord è un potente stato in possesso dell’arma nucleare, ed è pronto a far esplodere una bomba A e una bomba H se indispensabile per difendere la sua sovranità in modo affidabile.

La bomba a idrogeno, o bomba H o ancora bomba termonucleare, è un particolare ordigno che rappresenta una variazione della normale atomica. Rispetto a questa, che utilizza il procedimento della fissione degli atomi, la bomba H si serve di una combinazione di fissione e fusione, producendo un’esplosione notevolmente più potente.

I Paesi che secondo dati certi hanno già sviluppato e costruito l’ordigno reclamato dalla Corea del Nord sono Stati Uniti, Russia, Francia, Cina e Gran Bretagna. Già nel 2006, 2009 e 2013 il regime a carattere comunista aveva effettuato dei test sotterranei per provare l’efficienza delle proprie atomiche, cui seguirono forti sanzioni internazionali di natura economica e politica.

Ma i vicini della Corea del Sud non appaiono spaventati dai proclami di Kim Jong-un, che vengono definiti come provocazioni o espressioni del tutto retoriche. Secondo la comunità scientifica locale ed esperti di intelligence la Corea del Nord non disporrebbe delle conoscenze adeguate per costruire una bomba H.

A confermarlo è un ufficiale del NIS, i servizi segreti sudcoreani: “La Nord Corea non è ancora riuscita a miniaturizzare le bombe nucleare” (un annuncio in effetti messo in dubbio da Stati Uniti e Sud Corea), quindi difficilmente avrà già sviluppato l’adeguata tecnologia per produrre una bomba a idrogeno.

Tuttavia secondo alcuni ricercatori l’annuncio potrebbe semplicemente significare l’intensificarsi degli sforzi scientifici per arrivare al risultato sperato. Jeffrey Lewis del Middlesbury Institute of International Studies di Monterey ha affermato che “non c’è da aspettarsi che i nordcoreani continuino a testare all’infinito ordigni base” e forse il loro prossimo obiettivo potrebbe essere un miglioramento delle prestazioni dell’atomica utilizzando combustibile di fusione. Forse non a caso è stato recentemente riavviato l’impianto di Yongbyon.