Sono 12 i boss di Corleone arrestati all’alba dai carabinieri del comando provinciale di Palermo grazie alla denuncia di otto imprenditori che avrebbero ammesso agli inquirenti di essere state vittime del racket. Le indagini sono state condotte brillantemente dai sostituti procuratori Caterina Malagoli, Sergio Demontis, Gaspare Spedale e da Leo Agueci che hanno portato all’arresto anche del nipote di Bernardo Provenzano, Carmelo Gariffo.

Corleone, blitz dei carabinieri all’alba

Come riporta Repubblica.it, Gariffo sarebbe stato intercettato mentre parlava di appalti ed estorsioni con il nuovo reggente del clan, Antonino di Marco, un dipendente comunale che avrebbe organizzato summit all’interno del suo ufficio: “Basta uno, non c’è bisogno di cento [...] Uno perché non mi posso muovere, due perché prima devo trovare una persona adatta eventualmente a comandare.. ciò non vuol dire che noi le cose non le dobbiamo fare e dobbiamo cercare di vedere come risolvere la situazione. Non facciamo cose affrettate” diceva al telefono.

I militari hanno intercettato tutti i dialoghi con gli imprenditori vittime del racket che, convocati in Questura, hanno ammesso di aver pagato il pizzo.

Corleone, gli arrestati

Tra gli arrestati ci sono anche un allevatore-autista di Gariffo; un operaio forestale stagionale; un altro forestale a contratto e il figlio di un capomafia.