All’inchiesta della Procura di Ferrara che ha portato all’arresto di Corrado Clini, ora si aggiunge quella di Roma, sempre sulle attività dell’ex ministro dell’Ambiente, ai domiciliari dal 26 maggio con l’accusa di peculato.

La Procura capitolina ha disposto delle perquisizioni negli uffici di Clini. Nelle indagini alcuni progetti per interventi in Cina e in Montenegro. Si tratta di opere di bonifica ambientale aggiudicate ad imprese italiane per un valore rispettivamente di 200 e di 14 milioni di euro. I magistrati sospettano che i finanziamenti di questi progetti siano inquinati da tangenti. Il Pm romano Alberto Galanti ha fatto iscrivere nel registro degli indagati l’ex ministro e sua moglie, Martina Hauser, attualmente assessore comunale a Cosenza; le accuse per Clini sono di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione a carattere transnazionale.

Per quanto riguarda invece l’inchiesta di Ferrara, è stato reso noto il contenuto dell’ordinanza con cui il Gip Piera Tassoni ha disposto l’arresto di Clini (foto by InfoPhoto). L’ex ministro, scrive il giudice, aveva un conto cifrato in Svizzera, nel quale sarebbero stati dirottati alcuni dei fondi destinati dal ministero dell’Ambiente al progetto “New Eden”: un ampio intervento di riqualificazione ambientale in Iraq, che prevedeva anche la bonifica dei bacini di Tigri ed Eufrate, per un valore di 54 milioni di euro. Sul conto svizzero sarebbero finiti 1.020.000 euro di fondi del Governo italiano, suddivisi su otto bonifici, attraverso l’emissione di false fatture. “E’ stato messo in atto un complesso e sofisticato meccanismo, preordinato all’appropriazione di denaro pubblico, conseguendo ingenti profitti” – è quanto scrive il Gip.