I carabinieri hanno condotto delle indagini che hanno portato all’arresto di Luca Maria Filippi Filippi, l’ex presidente di Asm lavori e figlio di Ettore, ex vicesindaco di Pavia – e anche ex-funzionario di polizia. E’ accusato di utilizzo indebito – per circa 50.000 euro – della carta di credito intestata alla società.

A quanto sembra il Filippi Filippi utilizzava i soldi dell’Asm per pagare i conti di alberghi e ristoranti della Riviera Ligure e di Roma per sé, gli amici e i familiari che lo accompagnavano – tra le spese accertate ci sarebbero anche quelle compiute durante una serata in un nigh club della capitale.

Le accuse non riguardano solo l’utilizzo indebito della carta di credito. Il Filippi Filippi avrebbe abusato dei suoi poteri in qualità di presidente della società nell’assegnazione in forma diretta di alcuni appalti: gli imprenditori che ottenevano tali lavori gli avrebbero corrisposto il 10% del valore dell’opera a loro affidata.

Le forme di corruzione non si sarebbero limitate a questi aspetti: le condotte illecite che secondo l’accusa avrebbe compiuto riguardavano pure le consulenze. I collaboratori assunti gli avrebbero corrisposto parte della loro retribuzione – anche perché ricevevano emolumenti maggiorati.

Per completare il quadro aggiungo che il Filippi Filippi, in barba alla spending review, avrebbe aumentato le assunzioni del 300%, contribuendo alla creazione di un disavanzo di bilancio stimato in circa mezzo milione di euro.

Le indagini sono iniziati a luglio del 2014 e non riguarderebbero solo il Filippi Filippi, visto che oggi sono state effettuate diverse perquisizioni presso le abitazioni di politici ed imprenditori locali, oltre che nella di ASM spa e ASM lavori. Queste attività hanno portato al sequestro di materiale cartaceo ed informatico che potrebbe portare da una parte ad imputare nuove condotte illecite per il Filippi Filippi, e dall’altra ad individuare altri soggetti coinvolti in pratiche discutibili all’interno della società di cui il soggetto arrestato era presidente.