In attesa che il testo arrivi in aula a settembre, la Commissione Giustizia del Senato ha già dato la sua approvazione al cosiddetto lodo Falanga che istituisce una corsia preferenziale per i processi legati alla corruzione nel settore della pubblica amministrazione. L’emendamento proposto dal verdiniano Ciro Falanga entrerà dunque a far parte della nuova legge sul processo penale.

Il lodo prevede che si arrivi a sentenza in tempi molto più concisi per tutti i reati quali corruzione, peculato, tangenti, abuso d’ufficio, concussione e al tempo stesso vuole scongiurare il pericolo che si arrivi ai termini utili per la prescrizione, scenario più che usuale nel momento in cui gli imputati sono dirigenti, amministratori o semplici funzionari pubblici.

Il tutto avviene includendo i reati contro la pubblica amministrazione all’interno dei casi previsti dall’articolo 132 bis riguardante le norme attuative del codice di procedura penale, che prevede già una serie di priorità giudiziarie, per esempio in ambito di mafia, terrorismo, o a carico di persone già detenute.

A firmare il testo rielaborato in Commissione vi sono stati diversi senatori del Pd quali Beppe Lumia, Rosaria Capacchione, Felice Casson, Monica Cirinnà, Rosanna Filippin, Giorgio Pagliari, Nadia Ginetti e Sergio Lo Giudice.

Battuta d’arresto invece per la proposta di emendamento di Area popolare a tema di intercettazioni, nello specifico in merito all’utilizzo di virus informatici di tipo trojan (ovvero atti a controllare e a prendere possesso da remoto dei pc infettati). Rimangono invece ancora oggetto di discussione gli emendamenti sulla prescrizione, osteggiato dall’opposizione del Movimento 5 Stelle.