Niente da fare per la legge sulla corruzione, almeno per il momento. Il disegno di legge approderà in Senato soltanto tra due settimane, nel periodo tra il 17 e il 19 marzo. La decisione dello slittamento è arrivata dopo che la maggioranza si è spaccata in Commissione Giustizia della Camera a causa dell’aumento degli anni di prescrizione del reato.

In Commissione hanno votato contro le nuove modifiche sui reati di corruzione sia Forza Italia che Area popolare, ovvero il gruppo in cui sono entrati gli esponenti del Nuovo Centrodestra, dell’Unione di Centro e alcuni indipendeni. I membri del Movimento 5 Stelle si sono invece astenuti. A votare in favore delle modifiche sulla legge della corruzione, che prevede pene più severe e tempi di prescrizione più lunghi rispetto a quelli attuali, hanno votato Pd, Sel e Scelta Civica.

Il Guardasigilli Andrea Orlando a proposito della spaccatura interna alla maggioranza ha dichiarato che con il Nuovo Centrodestra: “discuteremo, l’esame del provvedimento è solo all’inizio, ma va salvaguardata una specificità dei termini di prescrizione per i reati di corruzione”.

Tra le modifiche previste dal testo, firmato dai due relatori di maggioranza Sofia Amoddio (Pd) e Stefano Dambruoso (Sc), c’è l’innalzamento del periodo di prescrizione fino a 18 anni per il reato di corruzione. Tale modifica è passata, però la maggioranza durante la votazione si è spaccata e quindi si è deciso di far slittare l’approdo del nuovo ddl in Senato.

Già prima del voto in Commissione, il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera Alessandro Pagano aveva dichiarato l’intenzione di votare contro il provvediamento da parte di Area Popolare: “Nel corso di una riunione del gruppo abbiamo deciso che non voteremo la riforma così come ci è stata proposta dal governo. È assurdo che si arrivi a una prescrizione di quasi 30 anni”. Un’intenzione che infatti più tardi si è riflessa in un voto contrario che ha così diviso la maggioranza e fatto rallentare il percorso per far diventare legge le modifiche sui reati di corruzione.

Secondo la relatrice del testo Sofia Amoddio del Pd la posizione di Ap risulta incomprensibile: “Ricordo che la corruzione tra tutti i reati contro la Pubblica Amministrazione è quello più difficile da scoprire perché si fonda su un patto tra corrotto e corruttore. Di qui la necessità di un tempo lungo per la prescrizione del reato. Mi pare in definitiva che la posizione di Area popolare sia completamente incomprensibile”.