Con il termine edonismo (dal greco  ‘hēdonḗ’ = ‘piacere’) si definisce qualsiasi concezione filosofica o scuola di pensiero che riconosca come fine ultimo dell’ azione umana il piacere (es. le dottrine di Aristippo di Cirene ed Epicuro). Per estensione, oggi si utilizza il termine edonismo per indicare atteggiamenti, comportamenti o costumi volti esclusivamente o prevalentemente al raggiungimento del piacere fisico immediato e delle soddisfazioni materiali. Edonista è dunque colui che è dedito al lusso, al vizio ed al perseguimento del piacere sessuale.

E’ tuttavia doveroso precisare che il concetto di edonismo si distingue sia da quello di eudemonismo che di utilitarismo, in quanto il primo pone come fine dell’ agire umano una generica felicità ed il secondo il raggiungimento dell’ utile, entrambi concetti che possono esulare dal principio della pura soddisfazione immediata. L’ edonismo propriamente detto considera invece l’ azione nella sua attualità, giustificandola in base alla percezione di immediato valore positivo. Tale concezione viene pienamente rappresentata dalla dottrina di Aristippo, fondatore della scuola dei cirenaici, mentre divergente risulta la posizione di Epicuro, che pur considerando il piacere “il principio e il fine della vita beata”, identifica il concetto di piacere non in una condizione positiva di godimento, bensì nell’ assenza di dolore.

L’ edonismo venne quindi riscoperto ed apprezzato durante il Rinascimento, arrivando ad influenzare, in epoca moderna, pensatori quali Diderot, Feuerbach, Spencer e molti altri. Con l’ affermarsi della società di massa, l’ edonismo (nell’ accezione più negativa del termine) ha quindi pervaso il nostro modo di vivere, esprimendosi attraverso il consumismo, la sfrenata ricerca di divertimento, il sempre più diffuso consumo di alcol e sostanze stupefacenti tra i giovanissimi, la frugalità dei rapporti amorosi, l’ ossessione per il look e l’ immagine esteriore e, infine, la sua esaltazione attraverso i social network.