L’aggetttivo effimero deriva dal greco “ephḗmeros”, parola composta dal prefisso “epì” ( = “per”, con valore distributivo) e dal sostantivo “hēméra” ( = “giorno”). Il significato letterale della parola effimero è quindi “per un solo giorno”, e si riferisce a qualcosa la cui durata si esaurisce in questo determinato arco di tempo. Per estensione, l’aggettivo effimero è quindi utilizzato per indicare qualcosa di breve durata, transitorio, inconsistente.

Spesso il termine viene oggi utilizzato con accezione negativa, per riferirsi a qualcosa che non è degno di attenzione da parte dell’ uomo: fama, gloria, grandezza sono per esempio considerate cose effimere, così come i beni terreni e le ricchezze materiali.

In botanica, tuttavia, effimero si definisce il fiore che resta aperto solo poche ore e poi appassisce, e proprio la brevità della sua bellezza lo rende prezioso e speciale. Allo stesso modo, effimero si dice di una pianta che compie il suo ciclo vitale entro due o tre mesi al massimo.

In zoologia, effimeri si dicono invece gli insetti che nello stadio adulto vivono poche ore. In particolare, l’ Effimera o Efemera è un insetto arcaico, conosciuto già nei tempi antichi per la brevità della sua vita allo stato di adulto, da cui il nome di “Ephemeroptera” (dal greco ephemeros = che vive un giorno). Tali leggiadri ed eleganti insetti vivono in prossimità dell’ acqua e formano, talvolta, sciami molto numerosi, che si radunano al calar del sole.

Si definisce infine “cultura dell’effimero” l’ insieme di manifestazioni culturali/ricreative finalizzate allo svago ed indirizzate ad un pubblico vasto ed eterogeneo; di carattere spettacolare e di breve durata (anche organizzate dalle amministrazioni locali per rilanciare i centri storici).

Sinonimi di effimero si possono considerare i termini: caduco, fugace, fuggevole, momentaneo, perituro, labile, precario, transitorio. Contrari sono invece: eterno, immortale, imperituro, perenne, duraturo, durevole, costante, permanente, perpetuo.