Il termine sublime deriva dal latino ‘sublimis’, composto di ‘sub’ = ‘sotto’ e ‘limen’ = ‘soglia’, ‘porta’ e letteralmente traducibile in “sotto la soglia più alta” o “che giunge alla soglia più alta”.

Il significato corrente dell’aggettivo è dunque quello di eccelso, supremo, nobilissimo: es. “un s. esempio di virtù”; “il s. genio di Leonardo”. Il termine indica infatti la manifestazione della bellezza e della grandezza nel loro più alto grado; la perfezione, “il non superabile”.

Con sublime si indica tuttavia anche una categoria estetica che risale all’antichità classica e successivamente ripresa dal Romanticismo. L’estetica del Sublime fu elaborata per la prima volta dallo Pseudo Longino, il cui ‘Trattato del Sublime’ (I secolo d.C.) si concentrò sugli effetti che l’opera esercita sull’animo umano (ovvero quella sorta di esaltazione dell’ animo nobile di fronte alla bellezza evocata da un testo poetico o teatrale). Rielaborato poi alle soglie dell’Ottocento da Burke e Kant, il concetto di sublime viene rapportato all’osservazione della natura e di qualsiasi spettacolo grandioso: ‘la natura ispira il sublime’. In filosofia, il sublime si distingue così dal bello in quanto legato ad un oggetto di contemplazione in grado di risvegliare valori etici nel soggetto. A cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, l’estetica del sublime venne quindi interpretata da numerosi artisti (Turner, Constable, Caspar David Friedrich, ecc) che diedero vita ad una straordinaria galleria di opere al cui centro ritroviamo il paesaggio simbolico o ciò che in epoca romantica viene definito il “pittoresco”.

Nel linguaggio corrente, sinonimi di sublime possono essere considerati: grandissimo, eccellente, nobile, eccelso, altissimo, sommo e grandioso. L’aggettivo può infatti essere riferito a doti morali, artistiche e spirituali (un cantante s.); ad uno stile di scrittura (quello che conviene agli argomenti più elevati); ad una persona (una ragazza s.), ma anche alle qualità di un piatto (es. Il dolce che ci hanno servito era veramente sublime), ad un discorso, un paesaggio, un’opera d’arte (bellezza s.), uno spettacolo, uno scenario, o un’azione (sacrificio s.).