Il termine istanza deriva dalla parola latina “instantia”, che significa letteralmente “insistenza” (a sua volta derivata da “instare” ossia “stare sopra, insistere, incalzare”). Il sostantivo è quindi propriamente utilizzato per indicare una richiesta insistente rivolta a qualcuno. Es: “per mia istanza” ovvero per mia richiesta; “per i. di qualcuno” ossia su richiesta di qualcuno; “chiedere con grande istanza” cioè con tenacia e caparbietà; “supplicare con viva i.”; “cedere alle istanze di qualcuno”; ecc.).

In tal senso, sinonimi di istanza possono essere considerati: “richiesta”, “domanda”, “implorazione”, “appello”, “sollecitazione”, “interpellanza”, “ricorso” e “supplica”, ai quali si aggiungono, in senso figurato, “aspirazione”, “necessità”, “bisogno”, “desiderio”, “esigenza”.

Il termine ha tuttavia diversi significati: nel linguaggio giuridico il sostantivo indica ad esempio una richiesta o atto giuridico con il quale un privato chiede ad un organo pubblico (ed in particolare all’ autorità giudiziaria) di avviare un procedimento (es: presentare, accogliere, respingere un’ istanza); nella logica aristotelica, per istanza si intende invece una premessa che ne smentisce un’ altra; nel linguaggio informatico, la parola si riferisce ad una determinata esecuzione di un processo, ad una specifica installazione o implementazione di un programma di sistema (es. istanze di backup); nel linguaggio del management si usa il termine istanza per designare uno stato specifico di un progetto o di un processo organizzativo/ produttivo, mentre nel diritto, con “prima, seconda, terza istanza” si definiscono ciascuno dei gradi di giurisdizione attraverso cui può svolgersi un processo, da cui la locuzione “in ultima istanza”, che vuol significare propriamente “in ultima analisi”, “alla fine”, “dopo molto discutere”. Per estensione, si può dunque utilizzare la locuzione “giudizio di terza istanza” per indicare il giudizio che si svolge dinanzi alla Corte di cassazione, da cui modi di dire quali: “essere condannato in ultima i.” o “prosciolto in ultima i.”.