Con il termine inglese mainstream (composto di ‘main’ = ‘principale’ e ‘stream’ = ‘corrente’) si indica una corrente o tendenza che, in un determinato ambito, gode di un seguito di massa (tendenza dominante). La parola nasce in ambito musicale, dove, intorno agli anni ’50, veniva utilizzata per indicare uno stile basato su convenzioni comunemente accettate.

Con il tempo, il termine ha quindi perso il suo significato originale, uscendo dalla nicchia del jazz. Da un punto di vista sociologico, oggi si definiscono mainstream quelle tendenze, nel campo delle idee, delle preferenze, dei gusti, della moda, dei consumi e dei comportamenti collettivi o individuali, che sono seguiti dalla maggioranza delle persone e costituiscono “tendenza”.

Nell’ambito delle comunicazioni il termine mainstream identifica canali, mezzi e prodotti comunicativi con ampio spettro di diffusione, che godono di un maggior grado di penetrazione nel tessuto sociale (es. televisioni generaliste, network radiofonici, ecc.). Frequentemente impiegata anche in ambito artistico/culturale (musica, cinema, letteratura, ecc.), la parola può tuttavia assumere differenti accezioni a seconda del campo di utilizzo.

Il termine può assumere connotazione negativa ed essere utilizzato in senso spregiativo se riferito, ad esempio, ad artisti aderenti a correnti di “tendenza”, che godono di grande seguito (es. film d’azione, musica pop, ecc.), e/o si rivolgono a un particolare target (es. adolescenti), per interessi puramente commerciali. A tali manifestazioni artistiche, considerate di consumo, si contrappone la produzione d’autore o quella legata alla cultura underground e giovanile, subculture e controculture. Spesso ciò che è “convenzionale”, “di massa” e/o “di largo consumo” viene infatti considerato un prodotto non culturalmente elevato.

Al contrario, per quanto riguarda il campo letterario, mainstream assume una connotazione positiva, andando a indicare la produzione di estrazione culturale più alta, a cui si attribuisce maggior qualità (letteratura alta/colta, contrapposta a quella di genere) e largamente accettata come degna di essere tramandata alle generazioni future.