Mezzo milione di euro. Questa la cifra sottratta all’Inps da un imprenditore di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, attraverso false attestazioni e libri contabili truccati. Le Fiamme Gialle hanno scoperto la maxi truffa e oggi hanno provveduto a denunciare tutti i soggetti coinvolti. Stando alle prime indiscrezioni il titolare dichiarava di pagare operai che non erano assunti.

Titolare raggirava Inps e operai

Gli operai erano finti, ma le loro identità erano vere. La truffa era ben congeniata e seguiva il classico copione scoperto più volte negli ultimi mesi dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Cosenza. Dai libri contabili risultava che l’azienda aveva tante spese dovute al personale, ma in realtà il personale, 17 operai, non esisteva. I dipendenti erano solo dei prestanome, non percepivano stipendio ma venivano pagati per la loro reticenza con una parte delle indennità dell’Inps. Anche gli stessi “operai fantasma” venivano truffati dall’imprenditore. Il titolare infatti si faceva consegnare da loro i contributi Inps con la promessa di versarli in un secondo momento, e invece li intascava. Titolare e operai sono stati tutti denunciati dalle autorità per falso e truffa. Inoltre all’imprenditore è stato contestato anche il reato di omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Secondo quanto hanno dichiarato oggi gli inquirenti, l’Inps aveva versato in questi anni circa 100 mila euro di compensi non spettanti tra indennità di disoccupazione e di malattia, mentre i contributi pensionistici che l’imprenditore avrebbe dovuto versare all’Istituto di Previdenza, e che invece non ha mai pagato, ammontano a circa 400 mila euro. I soggetti coinvolti nella truffa all’Inps adesso rischiano la reclusione fino a un massimo di 6 anni.

L’operazione è frutto di un’intensificazione dell’operato della Guardia di Finanza in particolare nella Provincia di Cosenza. Pochi giorni fa era infatti stata scoperta un’altra maxi truffa avvenuta questa volta a Rossano. Un imprenditore aveva dichiarato oltre 18 mila false giornate lavorative per una cifra complessiva sottratta all’Inps di 650 mila euro.