La piattaforma Micoperi 30, utilizzata per il recupero della Costa Concordia, ha ripreso a lavorare calando in mare il primo cavo d’acciaio che andrà posizionato per la messa in sicurezza del relitto onde evitare un possibile scivolamento che potrebbe rendere le operazioni di recupero davvero complicate.

Nel frattempo, proseguono le indagini e, grazie alle registrazioni recuperate dalla scatola nera, si chiariscono le dinamiche e le responsabilità dell’incidente avvenuto lo scorso 13 gennaio che ha portato alla morte di 32 crocieristi.

A questo proposito, Costa Crociera, attraverso una nota, fa sapere che “come emerge chiaramente dalle perizie eseguite sulla scatola nera, è priva di qualsiasi fondamento l’ipotesi che la Compagnia fosse a conoscenza della rotta seguita dal comandante Schettino. Quanto riportato dai media è quindi, oltre che errato, lesivo per l’immagine dell’azienda con la potenziale conseguenza di provocare danni economici molto rilevanti”.

La compagnia ricorda inoltre che “la pianificazione del viaggio è una responsabilità assegnata in via esclusiva al Comandante, il quale ha anche la responsabilità di mantenere correttamente le relative comunicazioni e notifiche. Ma ciò che più conta è che, pochi minuti prima dell’incidente, precisamente alle 21.39, il comandante Schettino ha assunto in prima persona la direzione della manovra dando ordini di governo al timoniere che hanno comportato un’ulteriore variazione di rotta, anche questa non comunicata alla Compagnia, che però questa volta ha portato la nave molto più vicino all’Isola del Giglio, su una rotta non in condizioni di sicurezza, provocando quindi l’incidente”.