Durante il naufragio della Costa Concordia tenne i nervi saldi, il capitano di fregata Gregorio De Falco; probabilmente molti tra passeggeri e membri dell’equipaggio sono ancora vivi grazie a lui. Diventò famoso nelle cronache successive a quella tragedia, per l’urlo con cui intimò a Francesco Schettino, comandante della nave, di tornare a bordo per completare l’evacuazione ancora in corso, in quella famigerata notte fra il 13 e il 14 gennaio 2012.

De Falco ha ricoperto per dieci anni incarichi nel settore operativo della capitaneria di porto di Livorno. Un anno fa è stato nominato caposervizio operazioni della direzione marittima, sempre nel capoluogo toscano. All’epoca del naufragio della Concordia era capo della sezione operativa. Ora viene trasferito. Resta a Livorno, ma passerà ad un ufficio amministrativo. De Falco non ha gradito il trasferimento, come ha spiegato all’emittente locale Granducato Tv: “Ho avuto notizia che lascio il servizio operazioni e vengo destinato ad un ufficio di carattere amministrativo. Sono abbastanza amareggiato, perchè da dieci anni la mia ragione professionale è quella operativa. Ma sono un militare“.

Il deputato del Partito democratico Federico Gelli ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi: “Nel pieno del processo sul naufragio della Costa Concordia, è opportuno chiarire se ci siano motivazioni particolari dietro questa scelta. De Falco ha gestito in prima persona le fasi cruciali dei soccorsi dopo il naufragio ed ha ricevuto per questo anche l’encomio solenne della Marina Militare. Sui mezzi di informazione di tutto il mondo è diventato il simbolo dell’Italia che prova a dare un’immagine diversa rispetto ad un disastro del genere. Questa rimozione, per la quale il comandante si sarebbe detto amareggiato, merita gli opportuni chiarimenti pubblici“.

Curioso che Gelli abbia rivolto l’interrogazione al ministro dei Trasporti Lupi (Nuovo centrodestra) e non al ministro della Difesa Roberta Pinotti (Partito democratico), dal quale la Marina militare (a cui appartengono le capitanerie di porto) dipende.

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