Ora è ufficiale: la Costa Concordia verrà demolita a Genova. L’annuncio è arrivato dal premier Matteo Renzi al termine del consiglio dei ministri: “Nei tempi previsti, la nave verrà smaltita in Italia. Comprendiamo coloro i quali speravano in altri porti, ma la soluzione sulla quale i privati hanno convenuto e noi ben volentieri abbiamo autorizzato, è quella che permetterà di intervenire nel porto di Genova”.

La nave è da due anni e mezzo arenata davanti all’Isola del Giglio, dopo l’incidente del 13 gennaio 2012. La Toscana, e in particolare la provincia di Grosseto, hanno cercato fino all’ultimo di strappare la nave a Genova. Senza risultati, se non quello di far slittare la demolizione, che invece dovrebbe avvenire da metà luglio. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha usato Twitter per confermare la notizia: “Ora vigiliamo per massima tutela ambiente”.

Il governatore della Liguria, Claudio Burlando, all’Ansa ha spiegato: “Abbiamo fatto un buon lavoro come cluster portuale, marittimo e industriale. Mi pare che le istituzioni si siano mosse come un sol uomo e che questo abbia consentito in un clima molto aspro e difficile di portare a casa un risultato importante. E’ la dimostrazione che quando facciamo, invece di parlare, possiamo vincere qualche battaglia. Sarà una cosa molto importante che dà lustro alla nostra città, l’unica realtà italiana che può affrontare una sfida di questo tipo”.

Soddisfazione, invece, dal sindaco di Genova, Marco Doria: “Per le strutture industriali e portuali che ha potuto offrire, Genova consentirà di svolgere questo importante lavoro in Italia. Secondo: è stato a tutti evidente che qui esistono le professionalità e le strutture idonee a operazioni così complesse e la scelta per Genova si è basata su considerazioni di carattere industriale. Consentirà di liberare dal relitto zone ambientali e turistiche di grande valore”.

La Cgil Genova e Liguria credono che la demolizione in Italia avrà ottime ricadute su occupazione e indotto. “Con l’arrivo della Concordia, si aprono nuove opportunità per l’economia del mare della nostra città, con lo sviluppo di una nuova filiera nel settore delle demolizioni”. Il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, getta invece la spugna: “Abbiamo sperato fino all’ultimo. La nostra proposta era sicuramente meno pericolosa”. La Provincia di Grosseto: “Non condividiamo la scelta di Genova. Priorità è la rimozione, ma in questa vicenda i pubblici poteri hanno abdicato alla loro missione”.