Adesso è ufficiale. L’analisi del Dna conferma che i resti trovati nel relitto della Costa Concordia, nel ponte 3, locale stoviglie, sono compatibili con le tracce genetiche di Maria Grazia Trecarichi, dispersa nel naufragio del 13 gennaio 2012.

Lo ha comunicato al Tribunale di Grosseto la Polizia scientifica di Roma, a cui era stata affidata l’analisi del Dna.

All’inizio di ottobre i familiari della donna, il marito Elio Vincenzi e la figlia Stefania, avevano riconosciuto una catenina tra gli oggetti recuperati accanto ai resti del corpo. Era stata regalata alla Trecarichi da un’altra passeggera, morta anch’essa nel disastro (foto by InfoPhoto). Ora rimane ancora un disperso da ritrovare: il cameriere di bordo Russel Rebello.

L’affondamento della grande nave da crociera avvenne non lontano dalla costa dell’isola del Giglio dopo l’urto con alcune rocce in un punto dove il fondale è basso. Morirono 32 persone. Il comandante Francesco Schettino è sotto processo per il disastro.

Il relitto della nave è stato raddrizzato il 17 settembre 2013 dopo una gigantesca operazione di recupero. La compagnia deve ancora prendere la decisione definitiva in merito al porto dove trasportarla per lo smantellamento.