Alla vigilia dell’anniversario del naufragio della Costa Concordia, il Consiglio dei ministri ha prorogato di un anno l’emergenza nazionale. Il rinvio è stato deciso con il decreto “Disposizioni urgenti per il superamento di situazioni di criticità nella gestione dei rifiuti e di taluni fenomeni di inquinamento ambientale”. Un rinvio “necessario per garantire la buona riuscita delle operazioni complesse di rimozione e trasferimento della nave”.

A occuparsi della rimozione del relitto, fermo nelle acque del Giglio dal 13 gennaio scorso, sarà utilizzata ‘Micoperi 30′, una piattaforma di 140 metri di lunghezza e 30 di larghezza capace di sollevare 200 tonnellate a prua e 1270 tonnellate a poppa. Siro Corezzi, geologo del ministero dell’Ambiente e componente dell’Osservatorio sull’emergenza della Costa Concordia, afferma che prima di essere raddrizzata, la nave dovrà essere svuotata (almeno in parte) dei 230 mila metri cubi di acqua presenti al suo interno. Un’operazione permetterebbe l’alleggerimento del relitto e permetterebbe di eliminare liquidi potenzialmente nocivi.

“Mi auguro che entro la fine di settembre tutto possa essere concluso – ha detto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini - E’ la prima volta al mondo che si fa un intervento di questo genere, e ciò deve avvenire con la massima sicurezza anche per l`ambiente. Il ritardo è dovuto proprio a questo”.  Sergio Ortelli, sindaco dell’Isola del Giglio,  ha accolto con soddisfazione la proroga: “Si tratta di un grande segno di rispetto per la nostra comunità e per il nostro ambiente. Non prorogarlo avrebbe potuto avere dei seri contraccolpi per tutta la nostra comunità”. Gli attivisti di Legambiente, invece, non si rassegnano: ”Costa Discordia via subito” si legge in uno striscione sugli scogli davanti al relitto.