È andata in onda ieri sera, sul programma Quinta Colonna di Canale 5, l’intervista all’ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino.

Su di lui e su questa intervista molto è già stato detto, si parla di compensi pari a 57 mila euro offerti dalla trasmissione per parlare, per raccontare a tutti la sua versione dei fatti.

Oltre alla rivolta del web, che invitava gli italiani a boicottare il programma non guardando l’intervista, tanto è lo sdegno nei confronti proprio di questo compenso che, secondo fonti vicine a Mediaset, sarebbe stato in realtà più contenuto.

Quanto alla tragedia della Costa Concordia, Schettino rimane ferma sulla sua convinzione di aver agito nel migliore dei modi possibili e di essere riuscito addirittura a compiere quasi un miracolo che avrebbe portato alla morte di ‘sole’ 32 persone per le quali afferma “è normale che io debba chiedere scusa a tutti e che mi senta le 32 vittime sulla coscienza”.

Quanto alla manovra dichiara che “la nave stava andando a scarrocciare verso terra, quindi sarebbe stato un’imprudenza farla fermare. Se si ribaltava lì non so quante vittime ci sarebbero state”.

Passando poi alla celebre telefonata con l’ufficiale della Guardia Costiera Gregorio De Falco, Schettino, in relazione alla frase ‘Salga a bordo’, dichiara di aver ricevuto un ordine che non poteva essere eseguito in quanto avrebbe dovuto fare “300 metri a nuoto, cioè buttarmi in acqua, fare il giro della prora, vedere la biscaggina, con il cellulare da preservare, perché nel frattempo dovevo parlare con l’unità di crisi, facevo una cosa molto più seria”.