L’udienza del 28 ottobre a Grosseto per il processo sul disastro della Costa Concordia è stata dedicata alla deposizione di Salvatore Ursino, testimone dell’accusa. Dopo aver ricordato che il comandante Francesco Schettino, imputato per la sciagura, ordinò di aumentare la velocità della nave poco prima dell’impatto con gli scogli, l’ufficiale in addestramento ha ripercorso ciò che accadde subito dopo l’incidente.

Prima che Ursino proseguisse nella sua testimonianza, il pubblico ministero Stefano Pizza ha fatto ascoltare l’audio di quei momenti. Si sente Schettino (foto by InfoPhoto) pronunciare queste parole: “Abbiamo urtato uno scoglio? Madonna ch’aggio combinate!

I momenti drammatici mentre la nave affondava: “Eravamo a centronave, nella zona prodiera, c’erano due imbarcazioni incastrate, non liberate dai bracci di acciaio. C’era molta gente dentro, passeggeri. Trovai in quella parte della nave altri membri dell’equipaggio, fra cui il comandante Schettino. Tutti ci adoperammo per disincastrare le lance in tutti i modi, anche con calci e pugni, mentre la nave sbandava ancora, si inclinava e tutti rischiavano di fare la fine dei topi“.

E poi l’abbandono della nave. Ursino ha raccontato nella sua testimonianza: “Appena possibile andammo sul tetto di una lancia, chi saltandoci, chi scivolandoci. C’ero io e altri membri dell’equipaggio. C’era anche Schettino, che ordinò al timoniere di mandare i motori. La scialuppa andò poi a schiantarsi sugli scogli, sbarcammo e Schettino rimase a guardare l’affondamento della nave“.