Per quanto le speranze non manchino, trovare i dispersi ancora vivi sarebbe solo un miracolo, questo almeno secondo quanto riferito dal Capo della Protezione Civile Gabrielli. E intanto i morti diventano 16.

Le ricerche proseguono incessanti, mentre in questa giornata vengono pubblicate le intercettazioni telefoniche dell’ex comandante Schettino che, non sapendo di essere sotto controllo, ammette di essere sceso dalla nave.

Nel frattempo non si placano le critiche contro lo stesso equipaggio di Costa Crociere, accusato di non essere preparato a situazioni di emergenza simili a quelle in cui si è trovata la Costa Concordia.

Ma il Presidente e Amministratore Delegato della Costa, Pierluigi Foschi, non ci sta e dichiara “sull’equipaggio della Costa Concordia sono piovute accuse ingiuste. Il personale era adeguatamente addestrato e in due ore è riuscito ad evacuare oltre 4 mila persone: non si fa quello che hanno fatto se si è impreparati”.

E sulla questione “inchino” commenta “la pratica dell’inchino non esiste nella nostra azienda, esiste la navigazione turistica che è una pratica adottata da tutte le società crocieristiche del mondo e consentita dalle norme”, specifica però che esiste quella che viene chiamata “navigazione ravvicinata” che, spiega, “viene pianificata e l’azienda può anche esserne al corrente”, ma questo non sarebbe il caso della Costa Concordia.

Troppi misteri, troppa nebbia ancora su questa tragedia, intanto gli occhi del resto del mondo si concentrano sul nostro Paese in attesa di vedere come si muoveranno le nostre autorità.