La guerra interna che i principali porti italiani stanno combattendo per mettere le mani sul relitto della Costa Concordia potrebbe anche essere inutile. Perché appare probabile che invece demolizione e smaltimento della nave finiscano in un porto straniero. Innanzitutto, come riporta Repubblica, la Costa crociere ha noleggiato la Vanguard, una via di mezzo tra una gru e un rimorchiatore, ma gigantesca. Un mezzo progettato per sollevare navi di enormi dimensioni come la Concordia (110mila tonnellate). L’uso di “veicoli” marini come questo ha una logica solo se il trasporto deve avvenire su grandi distanze; altrimenti sono più adatti i normali rimorchiatori, come nel caso di traino verso un porto italiano.

In secondo luogo la Fincantieri, principale partner industriale della Costa e costruttrice della Concordia, ha fatto sapere, come riportato dal Corriere della sera, di essere disponibile ad accogliere il relitto a Palermo solo per la bonifica dei materiali inquinanti, per poi farla trasferire altrove.

Infatti un’operazione di demolizione navale di tale portata necessita di infrastrutture adeguate e cantieri situati a profondità sufficienti, cosa che fa difetto ai porti contendenti, Piombino su tutti.

Inoltre lo smantellamento a Palermo provocherebbe per forza di cose per lungo tempo il blocco di ogni altra attività e la Fincantieri avverte che diventerebbe necessario ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per parte dei lavoratori.

Tuttavia il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, sostiene che sarà l’ente da lui guidato a prendere la decisione finale, perché la nave è stata classificata come rifiuto speciale dal governo Monti, e quindi è di competenza regionale. E Rossi assicura che entro sei mesi i lavori a Piombino per consentire l’approdo del relitto (foto by InfoPhoto) saranno terminati.

Si profila quindi una lunga battaglia.