Costanza Miriano è una giornalista, scrittrice e blogger italiana. Laureata in lettere classiche all’Università di Perugia, si trasferisce a Roma dove comincia a lavorare al Tg3. Sposata e mamma di 4 bambini, attualmente si occupa di informazione religiosa a Rai Vaticano e collabora con Avvenire, Il Timone, Credere e Il Foglio.

L’esordio letterario risale al 2011, anno di pubblicazione di “Sposati e sii sottomessa”, una raccolta di lettere indirizzate alle amiche alle prese con problemi sentimentali e familiari, in cui l’autrice sostiene con convinzione la visione cristiana del matrimonio. L’anno seguente esce quindi “Sposala e muori per lei”, dedicato questa volta agli uomini. Fortemente provocatori, entrambi i titoli sono ispirati a un passo della Lettera agli Efesini di San Paolo in cui si legge: “Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore [...] E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei [...]

Nonostante le numerose polemiche suscitate, con entrambi i libri (successivamente tradotti in numerose lingue), la Miriano ha  venduto oltre  45.000 copie. In Spagna, in particolare, “Sposati e sii sottomessa”, pubblicato nell’autunno del 2013 dalla casa editrice dell’Arcidiocesi di Granada, il libro è presto divenuto un best seller, suscitando tuttavia una vera e propria rivolta. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2013, il testo è stato oggetto di forti proteste, con un nutrito gruppo di femministe che, riunite a Bilbao, hanno manifestato il proprio sdegno strappandone pubblicamente numerose copie.

Quello che si recrimina a Costanza Miriano è di promuovere la sottomissione femminile in favore di un ritorno alla figura del padre-padrone . Il pamphlet è “un’apologia della violenza contro le donne” ha addirittura sostenuto indignata  Maite Molina, consigliera di Izquierda unida al Comune di Granada. “La Chiesa non può vendere un manuale che difende apertamente la sottomissione delle donne. Il passo verso la violenza di genere è troppo breve” ha affermato convinta, ricordando che dal 2003 ad oggi “in Spagna sono state uccise 700 donne, ‘sottomesse’ a mariti e compagni”. Ad alimentare le già aspre polemiche, il fatto che il volume sia stato pubblicato da Javier Martínez, arcivescovo di Granada che qualche anno fa aveva paragonato l’aborto ai crimini commessi da Hitler, aggiungendo che “Se la donna abortisce, il maschio può abusare di lei”. Insomma, tra chi ne ha chiesto il ritiro dalle librerie in quanto “inappropriato e irrispettoso nei confronti delle donne” e chi ha  gridato all’incitazione alla violenza, una vera e propria bufera mediatica ha accompagnato l’uscita dell’edizione spagnola del libro.

Sul fronte italiano, invece, per quanto lo scandalo non abbia raggiunto le dimensioni di quello scatenatosi nella vicina Spagna, sono comunque stati in molti a non gradire i consigli propinati da Costanza Miriano, che attraverso il  fattoquotidiano.it si è così difesa dalle accuse: “Consigliare di dar ragione al proprio uomo non è certo da censurare. Si può pensarla diversamente, ma nel mio libro non c’è una sola parola che istighi alla violenza sulle donne”, ironizzando su come sia più offensivo per il ruolo femminile la pratica sadomaso descritta in “Cinquanta sfumatura di grigio” .

Che sia in bene o in male, certo “Sposati e sii sottomessa” ha fatto molto parlare di sé, facendo guadagnare alla sua autrice non poca visibilità: sei volte ospite alla Bbc e richiesta dalle emittenti di mezzo mondo (tra cui Russia, Francia, Gran Bretagna, Argentina, Messico e Colombia), la Miriano ha più e più volte avuto modo di spiegare ed esporre le sue idee, come da lei stessa sostenuto, “senza censure” (con chiaro riferimento a quanto accaduto in Spana).