La droga, in Italia, costa ben 715 euro per ogni cittadino. Ciò significa che ognuno di noi deve sborsare tale cifra – indirettamente s’intende, attraverso il pagamento delle tasse – e che l’ammontare della somma va ad incidere tra un minimo dell’1,8 per cento ed un massimo del 2,5 per cento sul Prodotto interno lordo del Paese.

I dati sui costi della droga per l’Italia sono stati presentati dalla comunità di San Patrignano, che da anni si occupa di recupero e informazione sulla tossicodipendenza, nel corso dell’incontro We Free Days (proprio dedicato alla prevenzione della tossicodipendenza). Ciò che è stato messo in evidenza è stato soprattutto il fatto che la somma “investita” da ogni cittadino italiano – e quindi dallo Stato -, non si tradurrebbe poi in un ritorno economico sufficiente. E insomma, sarebbe ancora molto il lavoro da fare per arrivare ad ottenere questo.

I costi per la droga di cui l’Italia deve caricarsi possono riguardare, ad esempio, l’ospitalità dei tossicodipendenti nelle comunità di recupero (una cifra che oscilla tra i 37 e i 150 euro) ma altri costi sono invece legati alla carcerazione. Si stima, infatti, che oggi su 50 mila detenuti nelle carceri italiane almeno 18 mila di essi abbiano compiuto reati legati agli stupefacenti, per una somma che si aggirerebbe attorno ai 150 euro al giorno per carcerato. A questi vanno poi aggiunti tutti i costi che lo Stato deve sobbarcarsi per indagini, investigazioni e processi (tutte somme che in genere sono “investimenti” che non tornano indietro).

Che dire poi delle somme che lo Stato deve impiegare per la lotta al narcotraffico? Si tratta di una battaglia che lo Stato deve trovarsi ad affrontare sapendo che dall’altra parte vi sono organizzazione spesso potentissime, assai efficienti dal punto di vista tecnologico e in grado di investire somme altissime per tutelare i propri traffici illeciti. Tutte cose contro cui lo Stato deve ritrovarsi a combattere con mezzi efficaci e che richiedono, ovviamente, ingenti quantità di denaro pubblico.