Uno dei tanti vizi della politica italiana è quello d’infilare provvedimenti normativi dove capita, spesso in silenzio, cercando di non catturare troppo l’attenzione. E’ uno dei motivi per cui spesso la produzione legislativa nel nostro Paese sembra partorita dalla mente di un pazzo.

Così una disposizione per ridurre i numerosi sprechi causati dalla politica è costretta ad infilarsi in leggi che riguardano argomenti diversi, altrimenti non verrebbe mai approvata. E anche così la sua vita è difficile: sono infatti troppi gli interessi particolari perché l’interesse generale possa uscirne vincitore.

Un esempio eclatante è la questione degli affitti d’oro dei palazzi. Come ha sottolineato Sergio Rizzo sul Corriere della sera, le amministrazioni pubbliche italiane spendono (soldi nostri) circa 12 miliardi all’anno per gli affitti degli uffici pubblici. Il record spetta alla Camera dei deputati (foto by InfoPhoto), 444 milioni di euro negli ultimi 18 anni, grazie ad una serie di contratti siglati dalla Camera con la società Milano 90 dell’immobiliarista Sergio Scarpellini. Decisioni avallate sia dal centrosinistra che dal centrodestra.

Il 13 dicembre 2013 il Parlamento ha convertito in legge la cosiddetta manovrina, il decreto emanato il 15 ottobre che conteneva alcune misure intese a riequilibrare la finanza pubblica. Un emendamento inserito di soppiatto dal Movimento 5 stelle (proposto da Riccardo Fraccaro, Camera) consentiva a tutte le pubbliche amministrazioni di recedere dai contratti d’affitto in corso, anche se i contratti stessi prevedevano clausole in senso contrario.

Ma il 19 dicembre è arrivato lo scherzetto al Senato. Tra le righe di una legge di conversione di un decreto sui finanziamenti agli enti locali è stato inserito un emendamento, firmato dalla senatrice del Pd Magda Zanoni, che cancellava l’emendamento Fraccaro. L’effetto sarebbe stato quindi di blindare nuovamente i contratti d’affitto.

E arriviamo alla tarda serata del 21 dicembre. Nella commissione Bilancio della Camera si sta esaminando il decreto “salva Roma”; arriva un altro emendamento che annulla l’annullamento. Il Pd ci ha ripensato e ripristina la modifica pentastellata. Gli affitti si possono cancellare. Almeno per ora.