Si è concluso finalmente il processo riguardante il crac della vecchia Alitalia che aveva causato la perdita di oltre 4 milioni di euro e che aveva portato alla bancarotta della compagnia. Quattro condanne e tre assoluzioni: queste le decisioni prese dai giudici della sesta sezione pena del tribunale di Roma.

A provocare la perdita di tali ingenti cifre nel periodo che va dal 2001 al 2007, stando ai pm Maria Francesca Loy e Nello Rossi, sarebbero state “operazioni abnormi sotto il profilo economico e gestionale”. I giudici hanno ritenuto responsabili di bancarotta Francesco Mengozzi, condannato a cinque anni, amministratore delegato dal 2001 al 2004, Pierluigi Ceschia, responsabile del settore Finanza Straordinaria, sei anni e mezzo e Gabriele Spazzadeschi, direttore del settore Amministrazione e Finanza.

Otto anni e otto mesi invece la pena inflitta a Giancarlo Cimoli, ex presidente e amministratore delegato dal 2004 al 2007, al quale oltre al reato di bancarotta è stato riconosciuto anche quello di aggiotaggio a causa della diffusione di notizie false aventi lo scopo di alterare il valore dei titoli Alitalia.

Tra le operazioni contestate al quartetto la creazione di Alitalia Fly e Servizi, l’acquisizione di Volare Group, Volare Airlines e Air Europe a prezzi del tutto irragionevoli e superiori alle stesse richieste avanzate da AirOne, nonché la cessione di Eurofly per la cifra di 13 milioni di euro e quella di due aerei a soli 3 milioni. Secondo il pm a creare il crac di Alitalia sarebbe stata l’assunzione di manager “sulla base di rapporti privatistici e privati” che hanno “portato avanti scelte aziendali non sindacabili” e “attratto obbligazionisti ed azionisti senza dir loro che entravano in un carrozzone burocratico”.

Tre le assoluzioni: Giancarlo Zeni e Leopoldo Conforti, ex funzionari, per non aver commesso il fatto e Gennaro Tocci, responsabile dell’ufficio Acquisti e Gestione Asset Flotta, in quanto il fatto non costituisce reato.

Milionari i risarcimenti disposti dal tribunale di Roma. I quattro condannati saranno costretti a riscarcire 355 milioni di euro alle parti civili (tra cui le società Alitalia Linee Aeree Italiana, Alitalia Servizi, Alitalia Airport, Alitalia Express e Volare, che ora si trovano in amministrazione straordinaria). Circa un migliaio di risparmiatori e azionisti dovranno poi essere risarciti per cifre che oscillano dai 1500 ai 73ooo euro.