Fine della telenovela. Ora che si è pronunciata anche la Cassazione, si chiude definitivamente il Processo legato al crac della Parmalat, quello che nel 2003 mise in ginocchio migliaia di piccoli contribuenti. La quinta sezione penale di Cassazione ha di fatto confermato il verdetto emesso in appello dai giudici bolognesi. L’unico a ricevere un lieve sconto di pena di cinque mesi è stato l’ex patron Calisto Tanzi e il braccio destro Fausto Tonna, sconti di 4 mesi per Giovanni Tanzi e di tre per Luciano Silingardi per la prescrizione dell’accusa di associazione a delinquere.

In quell’occasione venne organizzata una vera e propria truffa, un crac da 14 miliardi di euro e un’azienda che ha truffato 38mila risparmiatori. Per Tanzi, dunque, la condanna definitiva è di 17 anni e 5 mesi. A questa si aggiunge la sentenza definitiva di otto anni per aggiotaggio, condanna per la quale è ancora detenuto all’ospedale Maggiore di Parma. Nel dettagli, respinti tutti i ricordi degli altri ex dirigenti o membri del Cda: Domenico Barili (7 anni e 8 mesi), Giovanni Bonici (4 anni e 10 mesi), Fabio Branchi (4 anni, 10 mesi e 10 giorni), Rosario Calogero (4 anni e 7 mesi), Sergio Erede (1 anno), Camillo Florini (4 anni e 1 mese), Paolo Sciumè (5 anni e 3 mesi), Mario Mutti (3 anni e 6 mesi), Enrico Baracchini (4 anni).