Grazie ai nuovi accordi di trasparenza la Guardia di Finanza ha potuto richiedere alle autorità fiscali della Svizzera l’elenco completo di tutti i cittadini italiani che risultano beneficiari delle polizze assicurative offerte dal Credit Suisse.

La richiesta fa parte di un’indagine per frode fiscale chiusa lo scorso ottobre con un accordo che prevedeva che la società versasse la cifra di 109 milioni di euro al fisco del nostro Paese.

I titolari finora identificati sono quasi 3300, per la maggior parte già raggiunti da contestazioni degli uffici finanziari che hanno portato alla riscossione di 173 milioni di euro. L’ulteriore richiesta porterà questo numero ad aumentare di 9900 unità, circa, per un danno stimato intorno ai 6 miliardi e 670 milioni di euro euro

Stando alla Guardia di Finanza queste polizze assicurative sarebbero state stipulate solo e unicamente dietro suggerimento dei funzionari della banca svizzera come metodo alternativo per far sì che i clienti italiani potessero nascondere al fisco italiano grandi somme di denaro, portandole oltre confine.

La prima tornata di polizze identificate è stata resa possibile anche grazie alla nuova procedura di Collaborazione Volontaria tra Italia e Svizzera, che ha consentito alla Guardia di Finanza di avvalersi di canali privilegiati garantiti dalla cooperazione internazionale tra i due Paesi.