La guerra silenziosa in Crimea tra Russia e Ucraina va avanti e la tensione in queste ultime ore inizia a farsi palpabile.

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha infatti messo in allerta le truppe nazionali, che si stanno spostando verso il confine in assetto di combattimento, mentre Vladimir Putin sta discutendo nuove misure di sicurezza nei territori annessi della Crimea. A breve sono poi previste esercitazioni nel Mar Nero, che avrebbero come scopo il respingimento di eventuali attacchi sottomarini.

Nella giornata di ieri il leader russo aveva accusato i vicini di aver effettuato un tentativo di incursione nella penisola acquisita dopo il contestato referendum del 2014; un exploit, afferma Putin, ostacolato solo dai servizi di sicurezza russi contro quella che definisce “una squadra di sabotatori”, al soldo delle autorità di Kiev, che si starebbe comportando “come terroristi”.

Nel mirino delle truppe ucraine ci sarebbero state infrastrutture importanti per la Crimea: un gesto di sabotaggio per destabilizzare la regione in vista delle elezioni del prossimo 18 settembre.

Poroshenko respinge le accuse al mittente e le definisce un pretesto fantasioso per minacciare il suo Paese, mentre rimarca come Putin menta spudoratamente riguardo all’assenza di forze russe nel Donbass.

A inasprire la situazione anche i sospetti sulla morte di due soldati russi uccisi nel weekend nel corso di due supposti tentativi di incursione ucraina, che secondo il leader del Cremlino dovranno essere vendicati.

Dal canto loro gli Stati Uniti hanno fatto sapere che è impossibile verificare le accuse della Russia, ricordando che già in passato Putin si sarebbe reso protagonista di simili incidenti diplomatici per sviare l’attenzione dalle operazioni militari in corso. L’ambasciatore a Kiev ha ribadito che la fine delle sanzioni americane contro Mosca non potranno essere revocate se la Crimea non tornerà sotto il controllo dell’Ucraina.

Nel frattempo è stato aperto un canale di comunicazione tra Poroshenko, Putin e alcuni leader occidentali come la Merkel e Hollande, nonché il vicepresidente USA Biden e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

La Nato sta monitorando la situazione, e l’Onu ha già organizzato una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza su richiesta di Kiev.