L’armadio della vergogna: è questo il nome che raggruppa in sé una serie di documenti presenti nell’Archivio storico della Camera dei deputati italiana che adesso è possibile trovare online a questo indirizzo. Si tratta di documenti su crimini nazifascisti, declassificati dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle cause di occultamente di crimini sia nazisti sia fascisti presente all’interno della XIV legislatura.

Per la Presidentessa della Camera Laura Boldrini aver fatto venire alla luce questo armadio della vergogna si tratterebbe dell’ennesima priva del percorso di trasparenza che Montecitorio sta mettendo in atto. Perché come la stessa Laura Boldrini afferma: “Un Paese veramente democratico non può avere paura del suo passato“. La Commissione che ha indagato sull’armadio della vergogna è stata istituita con legge il 15 maggio 2003 (legge numero 107) e ha indagato sulle anomale archiviazioni provvisorie e sull’occultamento di almeno 695 fascicoli ritrovati a Palazzo Cesi nel 1994. Palazzo Cesi era stata un tempo la sede della Procura generale militare. Si trattava di documenti con denunce di crimini nazifascisti commessi durante la Seconda Guerra Mondiali e che avrebbe riguardato almeno quindicimila vittime.

I documenti ora online estratti da quello che è stato chiamato armadio della vergogna contano su almeno tredicimila pagine di denunce e di atti criminali. La Commissione di inchiesta che vi ha lavorato gli ha acquisiti dagli archivi del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero della Difesa, del Tribunale di Roma, del Csm e del Sismi.