Tempo perso? La domanda ora sorge spontanea, perché dopo quattro anni di tante parole e molte azioni, Alitalia (foto by infoPhoto) è ancora in crisi. Tanto da perdere oltre 600.000 euro al giorno. Cifre mostruose.

Dunque, come riporta La Repubblica in un articolo pubblicato oggi, non c’è pace per la compagnia di bandiera italiana. Era il 2008 quando l’allora Premier Silvio Berlusconi portò a compimento il salvataggio dell’azienda, che viveva con un debito ingente. Furono utilizzati 3 miliardi di soldi pubblici per far ripartire Alitalia, ma ancora oggi i conti non tornano: la compagnia perde 630mila euro al giorno, i 735 milioni di rosso accumulati nei quattro anni di gestione privata hanno bruciato quasi tutto il capitale, la liquidità in cassa si è assottigliata a 300 milioni.

Dunque, che fare? I soci puntano alla finanza creativa (spin-off con maxi-rivalutazione delle Mille Miglia), altrimenti saranno costretti a gettare denari propri per ricapitalizzare l’azienda. Il 12 gennaio, intanto, gli azionisti potranno vendere le loro partecipazioni. E in pochi mesi si dovrà nuovamente pensare al futuro di Alitalia: la cessione ad Air France, compagnia che nel 2008 aveva presentato una proposta da 2,4 miliardi, torna in auge.