Il presidente del Consiglio è intervenuto a Bari parlando alla platea della Fiera del Levante nel giorno della sua inaugurazione. Nel suo discorso, Enrico Letta ha ribadito la sua determinazione: ”Non ho accettato l’incarico per operare la ‘manutenzione ordinaria’, ma per cambiare il Paese. Per farcela, il successo deve partire dal Sud, dove la difficoltà è più evidente. Pensare di farcela senza il Sud è strategia che combatto con tutte le mie energie. E qui che vanno affrontati i nodi. L’Italia si salva se il Sud diventa europeo e vincente. Per farcela serve la serietà di dire che non servono annunci choc, ricette miracolistiche e soprattutto uomini della provvidenza”.

Letta affronta il tema del Sud e rinnova la sua fiducia alle giovani generazioni: “Di fronte allo stravolgimento delle vite portato dalla tremenda crisi, c’è un altro cambiamento, che non arriva, impalpabile, che porta frustrazione, spinge i più bravi ad andarsene e gli altri nel limbo. L’unica strada per uscire da impasse è togliere la testa da sotto la sabbia, liberarci dalla sindrome dello struzzo: ce la possiamo fare, oggi più che mai, a patto che usciamo dagli alibi e che la colpa è sempre di altri. Tutte le eccellenze che ci sono in Italia hanno bisogno di una guida, di un navigatore. Accettiamo con umiltà che il navigatore siano i giovani del Sud. I ragazzi del Sud possono essere non il freno, ma la marcia per guidare e ricostruire”.

Neanche l’appuntamento al Senato per decidere della decadenza di Silvio Berlusconi pare preoccupare il premier: “Dopo mercoledì non succederà nulla alla tenuta dell’esecutivo. Mandare all’aria il governo è una responsabilità troppo grossa e poi bisognerà spiegare agli italiani perchè non si faranno tutte queste cose. Ma io non faccio giochi politici per un governo bis” ha detto poi Letta alla festa dell’Udc di Chianciano.

Il messaggio indiretto ai seguaci del Cav: “Se il governo cade, i decreti sull’Imu (foto by InfoPhoto) non verranno convertiti e quindi i cittadini dovranno pagare l’Imu – ha sottolineato il premier -. Noi non possiamo più permetterci giochi politici e l’instabilità basata sui giochi politici. I costi dei giochi politici minano la ripresa. Dal tema stabilità ed instabilità dipende tutto. Se non c’è la stabilità, noi non ce la caviamo e non c’è alcuna possibilità di farcela. Non me ne frega niente delle prese in giro. Con la Legge di stabilità ci sara’ un ”taglio del costo del lavoro con un intervento sul cuneo fiscale per far ripartire consumi e economia’ ma non ho dubbi che se il governo cade la legge di stabilità la scrivono a Bruxelles. Per un motivo molto semplice, che abbiamo la stessa moneta” 

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