È da tempo che si parla di una crisi di Roma, sia dal punto di vista amministrativo che economico, per non parlare dei settori dei servizi ai cittadini e dei trasporti, ma le ultime notizie riguardanti la fuga di varie aziende storiche dalla capitale dipingono una situazione ancora più cupa.

Dopo il discusso trasferimento degli uffici di Sky da Roma a Milano arriva oggi un analogo provvedimento che riguarderebbe la redazione del Tg5, composta da circa 140 persone.

Il telegiornale Mediaset verrebbe infatti spostato nel capoluogo lombardo: un’indiscrezione che non è mai stata smentita dall’azienda e che ha provocato la reazione di tecnici e giornalisti che hanno indetto per oggi uno sciopero di 24 ore, il primo nella storia della testata, tra l’altro proprio nell’anno in cui si festeggia l’anniversario dei 25 anni.

Il sospetto che inizia a serpeggiare a Roma è che vi sia in atto una sorta di complotto, o almeno di tacito accordo tra le varie parti in causa, per far fallire la città e permettere lo spostamento della maggior parte degli affari verso quella che è definita da tempo come la capitale morale d’Italia.

Un’ipotesi che si radica anche nella considerazione della diversa accoglienza riservata a due scandali come Mafia Capitale (ultimo e forse definitivo affossamento della credibilità della politica romana) e le infiltrazioni mafiose a Expo (step indispensabile per fare piazza pulite delle mele marce a Milano). La perfetta descrizione di come la criminalità organizzata abbia paralizzato una città che produce ancora circa il 10% del Pil italiano.

Al clima tutt’altro che sereno contribuisce anche la disastrosa condizione in cui versa Alitalia, che sta considerano di lasciare a casa 2mila lavoratori, mentre le circa 6mila piccole e medie imprese sul territorio – stando ai calcoli di Cgil – andrebbero incontro a esuberi complessivi per circa 11mila unità.

E come ultima possibile pietra tombale potrebbe esserci anche la crisi di uno dei settori più stabili della regione Lazio, ovvero quello chimico-farmaceutico, che starebbe rivolgendo il proprio sguardo a Nord.