Mario e Daniela sono marito e moglie: 60 anni lui, 56 lei. Da oltre 22 anni le loro estati le hanno passate al servizio delle persone in quel paradiso chiamato Club Med di Otranto. Lei si occupava del servizio di lavanderia, lui di impianti elettrici. La loro casa per 4 mesi l’anno diventava quello spazio di sogno che ospita fino a 1000 persone alla settimana.

Eppure Mario e Daniela quest’anno condividono il loro destino con le migliaia di individui che il lavoro, purtroppo, non lo hanno più: attraverso il web hanno scoperto che il Club Med con il quale avevano un contratto fino a dicembre 2013 non aprirà per la prossima stagione estiva.

Insieme a loro 200 addetti ai lavori potrebbero ritrovarsi improvvisamente disoccupati. Dopo 40 anni di attività, l’amministratore delegato della società Club Med, Henri Giscard D’Estaing, figlio dell’ex presidente della repubblica francese, ha dato l’annuncio ufficiale: il villaggio vacanze di Otranto chiude i battenti.

Sono stata con loro, ad ascoltare le loro storie, in un pomeriggio di marzo; il presidio è formato da una ventina di persone. Una signora divorziata mi dice: “Per me è l’unica fonte di guadagno questo, chi mi prende a 50 anni? Non trovano lavoro i giovani, figuriamoci noi alla nostra età”.

Anche l’economia di Daniele e Sonia in questi anni si è basato sul lavoro al Club Med. Proprio oggi i rappresentanti del presidio si sono recati in Regione per un incontro e sembrerebbe che ci siano piccoli spiragli per poter aprire la stagione 2013: pare che proprio l’ex proprietà abbia trovato un nuovo tour operator last minute interessato ad usufruire della struttura per l’estate prossima.

Incrociano le dita coloro che passano le loro giornate a fare presidio per far capire che quel posto è un pezzo della loro vita, che non si vogliono arrendere e che hanno la forza e la volontà di riprendersi quel lavoro che gli è stato strappato.

Storie di una crisi che sta uccidendo e che ogni giorno lascia a casa migliaia di persone, famiglie che non possono garantire più un futuro ai loro figli e, in alcuni casi, nemmeno più il presente.